LECCE SPETTACOLO COMPLETO, APPLAUSI PER IL DON PASQUALE
Don Pasquale è opera più amata che rappresentata, e non a caso le edizioni leccesi nel ’900 sono state appena quattro: nel 1913, 1928, 1973 e 1994. Giusta allora la scelta del direttore artistico Filippo Zigante di riproporlo quale secondo titolo della 42ma Stagione lirica della Provincia di Lecce, organizzata dall’assessorato alla cultura guidato dalla vicepresidente Simona Manca. Il capolavoro buffo di Gaetano Donizetti è andato in scena l’altra sera e ieri (con cast parzialmente diverso) al Teatro Politeama Greco con l’ultima replica in programma questa sera alle 18. Un notevole e meritato successo dovuto intanto al godibile allestimento, ambientato nei primi anni del ’900, firmato dal regista Francesco Bellotto che ha ideato la scena su una pedana girevole e circolare che rappresentava simbolicamente il quadrante di un orologio. Alla guida della sempre affidabile Orchestra sinfonica “Tito Schipa” si è rivelata ottima la direzione del tarantino Alfonso Scarano, che ha ben messo in evidenza sia le parti comiche che quelle sentimentali della partitura sottolineandone le dilatazioni elegiache. Eccellente il basso Simone Alaimo, Don Pasquale di portata storica di cui ancora una volta ha offerto un capolavoro interpretativo. Brava il soprano Roberta Canzian, Norina dalla voce incantevole ed interprete piena di brio e languore. Ernesto è un ruolo dalla tessitura difficilissima, ma il tenore Mario Zeffiri ne è uscito con onore con la sua voce un po’ troppo chiara ma emessa con grazia e con notevoli sfumature. Spigliato vocalmente e scenicamente il baritono leccese Vittorio Prato nei panni di Malatesta. Efficace Giorgio Schipa come notaro. Brevi gli interventi del coro lirico di Lecce diretto adeguatamente da Francesco Pareti. Eraldo Martucci